I link sono morti o forse anche no!

Chi lavora in ambito SEO e visibilità avrà letto millordici post un cui si dice ah la SEO è morta ah i link non contano ah si fa solo semantica. Ma sarà vero?

I link e i motori di ricerca: un caso studio

Facciamo una precisazione d’obbligo… oggi nel 2016.. salvo casi rari e settori di nicchia:

  • E’ davvero difficile posizionarsi in settori competitivi con contenuti poveri o “nulli”
  • E’ davvero difficile posizionarsi solo con contenuti di qualità (se non per keyword a coda lunga) senza link “naturali” su siti di nuova creazione senza trust

Detto questo è bene precisare come abbiamo già visto nel precedente post sui contenuti e lunghezza che i contenuti ora come ora sono fondamentali e sono l’arma principali per competere  online. Ora che questo è chiaro possiamo proseguire.

Uno studio presente al seguente link https://www.stonetemple.com/links-remain-a-very-powerful-ranking-factor-study/ ha confermato in parole povere come i link su contenuti di qualità siano il plus 🙂

Vi ricordate vero la dichiarazione:

Ammon Johns: We heard that RankBrain is the third-most-important signal contributing to results now. Would it be beneficial to us to know what the first two are?

Andrey Lippatsev: Yes. Absolutely. I can tell you what they are. It’s content and links going into your site.

Ora guardatevi questo video e la scoperta dell’acqua calda:

Questo per dire in parole povere che i link, se fatti come si deve (ovvero tutti lo sanno 🙂 ), sono ancora un punto distintivo a livello di posizionamento .

La SEMANTICA è una cagata pazzesca?

Come in molti settori dove non vi sia una verità assoluta anche nella SEO ci sono teorie, complotti e guru. Ecco perchè si sente spesso dire ah io mi posiziono senza link, io mi posiziono con la semantica ecc ecc. La semantica di persè non va confusa con la semantica dei testi o della lingua. Quello che esiste è il Web Semantico ovvero la pura trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.

Quello che si stà cercando di fare è provare ad apprendere la “lingua delle macchine”; per tale motivo nell’ultimo periodo si è parlato molto di Machine Learning o intelligenza artificiale. Perchè anche i motori di ricerca vogliono capire le query, i comportamenti degli utenti e le loro abitudini per fornire risultati sempre più profilati.

A tal motivo la “semantica” non è una cavolata ma va contestualizzata: dire faccio testi semantici è come affermare il contrario di quello che ha detto un certo Tim Berners-Lee The Semantic Web provides a common framework that allows data to be shared and reused across application, enterprise, and community boundaries. It is a collaborative effort led by W3C. It is based on the Resource Description Framework (RDF)”.

Per chi ama come me i brevetti vi consiglio di dare un’occhio a questo: Clustering query refinements by inferred user intent

La conclusione è:

  • I link sembrano ancora avere un certo valore: ma va!
  • La semnatica= Semantic Web esiste ed è reale
  • La polemica la lasciamo a chi ha tempo da perdere.

Buone vacanze a tutti!

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